...tutto ciò che restava nella sua mano era sabbia, calda sabbia di un estate passata tra sospiri e pianti. Lei aveva quel volto sempre perso nel vuoto, occhi tristi e grandi: quasi inespressivi. La sua bocca non era mai ricurva ne verso il cielo ne verso il mare, era un confine d'orizzonti persi e sconfinati di malinconia una linea sottile e dritta quasi impercettibile. Ogni tanto fissava le persone come se sapesse già chi erano, e con aria vaga si perdeva nei suoi passi continuando la sua strada senza dire nulla, ogni tanto accennava un sorriso, ma anch'esso era vuoto e non trasmetteva felicità: sempre la solita indifferenza, tra le due ricordava una maschera triste... era come se fosse l'ultimo sorriso di una lunga vita, ciò che poteva interpretare meglio un pittore come un ultimo respiro di una vita piena d'agonia...
Lei amava girare le notti più scure, tra passi silenziosi e lunghe camminate, fissando il cielo ma ora restava solo una triste sagoma offuscata, una dolce piccola bambola ritratta in una foto.