Tremava all'ombra di quella sedia a dondolo che continuava a muoversi imperterrita e silenziosa anche se nessuno le poneva scosse. Era una giornata tremendamente luminosa, e nonostante le ore non fossero mattiniere il brillore del cielo scuoteva ancora le stenze vuote. "Dove mi trovo?" mormorava fissando quel letto vuoto e bianco, ancora un pò disordinato ma dai colori candidi, puliti e freschi. Era una stanza piccola, con una finestra fin troppo alta, la luce scorreva sulla parete più grande, dinnanzi a una scrivania piena di fogli strappati. Vi erano delle barre che facevano filtrare il colore a strisce e la parete gli sembrava un luogo a lui famigliare: un circo. "Ciao!" mormorava con sguardo perso nel vuoto, fissando quella finestra ancora illuminata. "Vorresti mostrarmi dove posso andare?" e continuava a ripetere cose di dubbio senso. Scese così la notte, era tutto buio ora, la luce elettrica andava a scatti e vi era un rumore come un sibilio di una mosca fastidiosa che continuava a ronzare nell'orecchio. Lui si coricò sul letto, stringendo a se le gambe e chiudendo gli occhi, come se avesse paura di qualcosa. "Va via!!!!" mormorava al vento. "AIUTO!" continuava a ripetere sempre più ad alta voce, ma nessuno rispondeva. Non sapeva dove si trovava, ma da qualche ora si faceva sempre più vicina una puzza insopportabile. Si mise a controllare in ogni angolo, ma la stanza non presentava nulla di anomalo, gli angoli erano puliti, sotto al letto non vi era nulla di particolare, la porta era sigillata e la finstra era chiusa ben saldamente, forse solo la scrivania rispecchiava qualcosa di strano, ma niente che potesse dare un odore così forte e nauseabondo. Si avvicinò tremante alla scrivania. "SPOSTATI E SMETTI DI USARE I MIEI FOGLI, IO SONO UN PITTORE NON ROVINARE LE MIE OPERE!" ... si avvicinò, prese un disegno di un paesaggio malinconico e poi, allungando la mano, prese un pennello e cominciò a scarabocchiare. "SMETTILA!" La puzza si faceva sempre più vicina ma tutto si faceva più scuro e così si addormentò per terra, cadendo dalla sedia a dondolo che aveva smesso di cigolare. Era mattina, la luce scorreva leggera sulle pareti e dava luminosità a quella stanza così priva di colore. Si sentivano dei rumori forti fuori. "AIUTATEMI!!!!" Nessuno ancora riusciva a sentirlo, e tra grida strazianti si mise a disegnare. Erano immagini così nitidie e perfette, tratti così realistici che sembrava di toccarli, eppure non avendo memorie come faceva a ritrarre tale bellezza... d'un tratto la finestra si faceva piccola, piccola sempre più piccola e lontana, poi il buio.
Cronaca del 14 giugno: Morto un pittore vicino a un edificio abbandonato, ritrovato il cadavere spappolato con un coltello, alcune parti sono dentro una cella del manicomio accanto, la testa è stata attaccata all'antenna sul tetto, si pensa sia un suicidio ma non si sa ancora come i pezzi siano finiti in giro.
"Perchè non mi vuoi bene?" .... c'era una voce strana che lo tormentava. "Perchè mi fai questo? sono un abile pittore....perchè mi hai portato qui... volevo solo dipingere ciò che sono"