Lui non aveva una casa, lui era diverso, solo, in un modo dove le
persone bruciavano il loro passato per comprare il tempo da usare nel
futuro.
Sho era un orsacchiotto di quelli creati in fabbrica, tutti
uguali, stesso colore, stessi occhi... Ogni tanto in alcuni peluche
capitava qualche difetto di fabbrica e "puf" finivano subito buttati e
riutilizzati come scarto per l'imbottitura dei "perfetti", i piccoli
giocattoli senza alcun errore.
Lui era uno scarto, lui era uno dei
tanti errori, ma lui era l'unico... l'unica ad aver avuto il coraggio di
scappare e di ribellarsi al mondo, lui era forte ma tanto solo.
Gli
uomini a quei tempi non pensavano altro che al guadagno, volavano su
veicoli fatti intermente di giocattoli, era una sorta di mondo parallelo
riempito di falsità e di vecchie cianfrusaglie rinnovate nelle
fabbriche.
Solo un pazzo avrebbe messo nello stesso paese la
cattiveria, la frenicità e l'arroganza del mondo adulto con tutti quei
bei ingenui, dolci e candidi giocattoli...
I bambini erano solo
frutto di uno studio in laboratorio creato da un pazzo criminale detto
"padre", il quale per avere codesto servo giocattolo doveva per forza
avere un altro individuo di sesso opposto detta "madre". Nel 90% dei
casi era il "padre" a comandare su quella specie di famiglia creata per
gioco e per svago, infatti anch'esso doveva decide caratteri fisici e
spirituali del pargolo.
L'atto riproduttivo era concesso solo in
alcuni "bar" aperti solo la sera e per gli uomini più ricchi. Ma esso
era concesso solo con altri oggetti creati in fabbrica simili a una
antica bambola gonfiabile ma moderinizzata a Robot per soddisfare le
voglie degli uomini, che stanchi da lavoro dovevano sfogarsi in altri
modi, in modi diversi dal cibarsi di cibo da mensa che le loro partner
cucinavano per loro ogni giorno.
Una vita un pò difficile per tutti, in un mondo che non poteva stare in piedi.
La
cosa più strana era che per vivere bisognava lavorare, se no si
invecchiava subito e il passato doveva essere cancellato assieme ai
ricordi: Tu lavori oggi, ti pagano in tempo, il tempo ti serve per
vivere, lavori domani, bruci il tempo di ieri per lavorare oggi e
guadagnare altro tempo da struttare.... una cosa strana, un meccanismo
inutile e faticoso.
Lui era un giovane ribelle, con un cip impiatato
male, aveva ereditato la mentalità degli orsetti di un tempo, di quelli
che volevano bene al loro padroncino, di quelli che lo proteggevano dai
brutti sogni, di quelli che si affezzionavano.... lui era diverso, e non
solo d'aspetto.
Il tempo in quello strano paese era molto relativo,
durava una giornata, poi tutto da capo, era una stupida monotonia che si
viveva tutti i giorni allo stesso modo senza ricordare il passato... si
perchè il passato non esisteva veniva cancellato per la libertà futura,
per la vita.
Quel giorno però un individuo giovane di sesso femminile incontro Sho e la vita di entrambi cambiò.
Era
un giorno particolarmente grigio, con un aria un pò afosa e un cielo
nuvoloso, vi era pure una nebbia rosastra che ricordava quasi un paese
delle meraviglie pieno di dolci infestato da una tempesta, lui era li
seduto che si osservava intorno, lui non era un uomo, non aveva bisogno
di vivere bruciando il passato e comprando il tempo, lui poteva tenere i
ricordi con se anche se amari.
Lei passeggiava di tanto in tanto
perchè non riusciva a trovare un compagno che potesse lavorare anche per
il suo tempo, e da li a poco avrebbe compiuto i 18 anni, e dopo i 18
anni qua o trovi un uomo per la vita o muori facendo correre il tempo
almeno 10000 volte più veloce, invecchi subito, non hai carburante per
bruciare la vecchia vita e fartene una nuova ogni giorno, però gli anni
più belli erano prima della maggiore età perchè tutti i ricordi potevano
rimanere impressi nella tua mente, non dovevi dimenticarti di vivere...
Rosaluna si osservava agitata quando ad un trattò Sho le si avvicinò chiedendole con aria sprizzante di gioia:
-Hai bisogno di qualcosa? Cerchi qualcuno?
Lui
era stato abituato alla solitudine era troppo diverso per vivere con
gli altri orsi perfetti e quando vedeva una persona o un giocattolo un
pò triste cercava di aiutarlo così magari esso gli avrebbe dimostrato la
sua gratitudine divendandogli amico...
-No grazie, non desidero nulla da te!
L'orsetto sconsolato tornò a sedersi ma prima le disse...:
-Una
ragazzina così bellina dovrebbe avere un orsacchiotto tutto per se,
perchè non mi addotti? Potremmo diventare buoni amici...
Rosaluna si rifiutò dinuovo...
-Sei brutto, sei fatto male!
-Questo fa di me una brutta persona? Te sei bella, una ragazza giovane e attraente eppure non sei affatto un bella persona!
La ragazza tacque... sospirò e scopiò in lacrime...
-Hai
ragione! Ti chiedo perdono! Sono nata da 17 anni e 6 mesi, non ho mai
trovato un ragazzo per me, le donne non possono lavorare, non posso
guadagnarmi il tempo, il mio tempo, il tempo che mi serve per vivere...
morirò sicuramente, sono agitata, non volevo risponderti male...
-Non ti devi preoccupare ti mancano altri 6 mesi, sei una giovane ragazza non avrai problemi a trovare un ragazzo.
-Invece
si, ho un bruttissimo carattere e non so cucinare, non servo e gli
uomini non mi vogliono, la mia amica Annika e Karol, le mie due bambole
robot, rimorchiano più di me... sono disperata.
-Ti aiuterò io! Piacere Sho!
-Che
nome buffo! - e rise - quindi vorresti aiutarmi e diventare mio amico?
che giocattolo strano che sei... gli orsi sono tutti stupidi, e anche le
mie bambole sono uguali, sembra quasi che tu abbia un pensiero tutto
tuo proprio come noi umani... comunque... io sono Rosaluna!
Da li a
poco fecero amicizia, erano dei giovani ribelli alla conquista del
mondo, o almeno erano quello che credevano di essere, insieme si
sentivano fortissimi, e pensavano di poter raggiungere qualsiasi meta e
qualsiasi scopo.
Sho era da li a poco diventato più apprensivo e più
dolce, tutto normale da un orsetto di peluche con la sua bambina, ma non
era lo stesso tipo di affetto, lui si stava innamorando.
Passarono poco più di 5 mesi e 2 stagioni si completarono quasi del tutto, era già primavera...
-Sho,
manca poco, morirò ma almeno avrò voluto bene a una persona e non dovrò
dimenticarti, potrò per sempre vivere col ricordo del mio amico orso,
potrò sempre vivere con te, e le nostre anime una volta evaporate
potranno rincontrarsi in una nuova vita e nel universo parallelo di cui
tutti narrano, alla fine non sono scontenta è così che doveva andare, va
bene.
-Non puoi morire, ti ho fatto una promessa, ti ho promesso che ti avrei salvata e lo farò.
-Non
puoi. Ti voglio bene Sho. - gli diede un bacio sulla guancia e con un
cenno lo salutò. - Ci vediamo domani, vorrei fare un ultimo pranzo con
te.
Ultimo? vi starete chiedendo perchè? ebbene si era proprio il giorno antecedente a quello del suo 18esimo anno di vita...
Sho
la salutò molto triste e pensò a una soluzione, e un rimedio, non
voleva far morire l'unica persona che gli aveva voluto bene proprio per
la sua diversità... pensò tutta la sera e nelle tarda notte guardando
una lucciola nel cielo gli venne un idea...
-Lei! Può aiutarmi! Posso
salvarla! - e si dirisse verso la casa di Cinerea un antica donna che
viveva grazie alla sua magia, la sua vita era infinita, lei era una
sovrana, aveva bloccato il suo processo di tempo proprio come succede
agli abitanti prima dei 18 anni di vita, solo lei poteva, solo lei ne
era a conoscenza e non essendo d'animo buono non prestò ascolto a nessun
altro capriccio, non aiutò nessuno, lei doveva essere l'unica e voleva
essere l'unica ad avere questo privilegio.
Sho entrò, salutò inchinandosi e chiese:
-Grande Maga Cinerea potrei io umile orsetto di fabbrica chiederle un grande favore?
-Dimmi!
-Sono
un errore, per questo vorrei rimediare al mio aspetto sbagliato, vorrei
diventare un umano per salvare una mia amica, perfavore.
-No!
Sho
si distrusse la fissò negli occhi e gli scese una lacrima... una
lacrima da un orso di peluche? non è possibile... nemmeno in questo
paese, era una cosa mai vista.
-Tu...Tu....? stai piangendoo?! Che
razza di sortilegio è questo?! - esclamò Cinerea. - Avvicinati e
mostrami la tua imbottitura.
Sho si avvicinò e si slacciò la piccola zip che aveva nel fianco, cucita un pò storta e un pò sbiadita.
-Ma.... tuu...
Sho si guardò allo specchio, il suo riflesso era strano, non c'era imbottitura dentro la sua pancia ma pelle umana.
-Sei uno strano esperimento venuto male meglio eliminarti subito dal mercato!
-No
ti prego! Non sono cattivo, se divento umano perderò per sempre tutti i
ricordi quindi pure quello d'essere un orso mezzo umano, trasformami e
ti libererai di me e tutti si libereranno di me, diventerò come gli
altri, non mi riconoscerai nemmeno, ti prego grande cinerea. Vorrei però
essere il partner di Rosaluna la giovane dagli occhi color
cenere che vive nel paese accanto alla fabbrica di orsi dove sono stato
creato così da poterla salvare
La maga esitò un pò ma poi accettò e con tre colpi di bacchetta lui divenne umano.
Si svegliò in una modesta casa con accanto Rosaluna addormentata.
-Tu chi sei?
-Io non lo so che ci fai in casa mia?!
-Non so...
-Scusa
ma ora sono in ritardo devo incontrare un amico, sai domani morirò
perchè non ho un partner che guadagni il tempo anche per me...
-Mh...
Io credo di non avere nessuna partner, affrettati io mi troverò un
lavoro e stasera se non avrai trovato il tuo aiutante di vita, potrai
essere la mia cuoca nonchè partner, alla fine devo aver bisogno di
qualcuno che mi faccia da mangiare...
Lei non era tanto sicura, non voleva perdere tutti i ricordi passati con Sho così corse via dicendo:
-Ne parliamo quando torno!
Andò
al parchetto aspetto per 2 ore ma Sho non venne, era tanto tanto tanto
triste così decise di aspettare, magari si era solo impigliato un filo
in qualche rovo, ogni tanto gli era capitato anche quando giocavano
insieme... furono le 11 e 30 e lei era triste, stava per morire senza
aver salutato Sho così corse velocemente a casa, era indecisa, non
voleva perdere la memoria ma non era nemmeno pronta a morire.
-Ehi
piccola Rosaluna sei in ritardo, hai solo 30 minuti per decidere se
volermi come partner, avrei preferito fare un pò di conoscenza prima,
sai non ricordo il mio ieri e domani non ricorderò il mio oggi ma siamo
registrati partner devi solo dare il tuo consenso, inizierei col
presentarmi ma dato che non abbiamo tanto tempo mi limterò a dirti il
mio nome, piacere Ohs.
Il nome non poteva di certo restare lo stesso,
ma le lettere non potevano cambiare quindi il suo nome risultava poco
orecchiabile, ma era quello che gli era stato stampato sul braccio,
quindi da li in avanti quello doveva essere il suo nome.
Rosaluna impallidì e pensò...:
-Come
sa il mio nome?! Ohs? che nome strano, troppo corto per un normale
umano, non è composto e perchè mi è fiondato in casa mia, Sho mi ha dato
buca all'appuntamento non è che lui ha fatto questo per me e ora non
ricorda... finirei anche io così, sarebbe tutto una bugia schifosa una
menzogna, ora che sono salva dal mio brutto carattere non voglio fare un
torto alla persona che mi ha aiutata di più nella vita, devo accettare e
domenticare tutti i bei ricordi con lui, oppure morire con il suo
triste ricordo di sacrificazione per me?! Sono così confusa... devo
accettare per il suo bene, sarò felice di vivere con lui e di fargli da
mangiare anche se non ricorderò nulla, me lo scriverò così potrò
ricordarmelo, ma ho poco tempo...
Dopo 10 minuti rispose:
-Si voglio passare la mia vita con te, dammi il tuo tempo e io ti darò il mio cibo.
Nel gergo di quel paese era più o meno una dichiarazione d'amore del tipo "sono tua".
Da
li a poco scattò mezzanotte Rosaluna fece in tempo solo a scrivere due
parole prima di dimenticarsi tutto: "le persone che risultano peggiori e
diverse sono in realtà..." non fece in tempo a finire la frase, ma da
questo racconto il finale è a libera scelta anche se palesemente
esplicito.
Da li i due vissero per sempre insieme dimenticandosi giorno dopo giorno il giorno prima, che vita straziante e triste.