mercoledì 3 ottobre 2012

Soave melodia d' autunno...

Accompagnami ancora
Non lasciarmi mai sola,
Costruisci le mie orecchie
Attraversando un ponte vecchio che
Ti dirige al mio cuore.
Dammi la chiave per svegliarmi,
Apri la porta con una spinta forte.
Colgo li un fiore che appassisce
Al tuo maestoso arrivo.
Canta, rintocca la morte
Nel letto verde di quel parto
Che fada sua tomba.
Ormai
anche quello zaffiro ingiallira'.
Quelle spente pitture
Che ti dipingono
Con voci tristi e malinconiche:
Un piccolo ramo
sente il tuo rumore.
Segui la ninfa
Che ti percorre il sangue.
Urli con poesia
Mentre io rimango estasiata
Da quell' opera regale,
Cerchi l' aiuto che ti coglie
Quando il freddo raggiunge le tue membra.
Brami il mio nome,
Ascolto il tuo richiamo.
Autunno
Porta con te questo dolce tepore,
Gela i cuori di chi non sa amare,
Intona con il tuo timbro scuro
La morte delle cose dolci
che la gente non sa apprezzare.
Nessuno rispetta la tristezza,
Disprezzano la tua gloria
Togli cosi' ogni loro gioia.
Nutriti dei loro animi vuoti,
Raccogli le loro urla disperate...
Fai poesia soave con i loro frammenti inutili,
Trasforma quell'ignoranza in nutrimento.
Regni meglio di un sovrano
E trasformi la natura
In morte beata,
Togli la speranza
Agli apparenti morti che fingono di averla
Sveglia il mio spirito, fammi volare via con te, trasportami nelle tue melodie.
Il sottosuolo bagnato,
dalle goccie cristalline di pioggia
Che tu hai mandato
Per giori noi stranieri,
Mi inzuppa le ginocchia
Sollevando il mio spirito.
Nessuno sa cogliere la nostra semplicita'.
Scompari poi,
Causando tristezza nel mio animo
Al rintocco dei raggi caldi
Che fanno rifiorire
Quello che tu,
Con tanto amore avevi portato via con te,
Lasciandomi sciogliere al sole.
Cantami ancora quel suono
Che mi cullava nelle notti
Piu' spente e soffocanti,
Ucccidimi,
Gelami col tuo soffio.
Rendimi una goccia trasparente
Che galleggia nell'atmosfera calma e sola.