Tu cosi remoto e oscuro
Impallidisco alla tua vista,
E mi sciolgo
Dinnanzi al tuo sguardo impavido
Che mi dirige all orizzonte.
Cosi ignoto e estraneo
Alla mia incolta paura del venire
Liberi le mie membra
Da quel destino conscio
Di un ignara realta' futura.
Attraversando il mio bosco,
La via mi e' sconosciuta,
Scruto il cielo attendendo
Il fato su di me...
Una dolce notte culla il sonno mio.
Nella quale vago
Cercando una via d' uscita,
Bolle d'odio verso coloro,
Che ignari al mio destino
Bloccano il sentiero mio.
Un pollore sul mio viso
Che accompagna le mie mani,
Calde e rosee
Come dei fiori
Sulla tomba del mio cuore addormentato.
Un cimitero, attraversa il mio viaggio
Senza fine e senza risposta,
Ove tremo scappando
Dai rovi che si districano
Come nodi in una chioma
Di capelli corvini.
Li posati
Su quella che forse e' la mia fine,
La mia meta,
Vi sono dei ricordi con le ali,
Che galleggiano spensierati
Nel cielo
Pieno di zucchero filato.
La luna mi dirige,
Con melodie enigmatiche
Verso quella porta
Ferrosa e ghiacciata
Che mi trasporta in un giardino.
Ipnotico,
L'odore di pioggia dolce
E il tintinnio che lo seguiva.
La strada si schiariva pian piano,
Come un alba sorge ogni mattino.
Mi lasciai cadre
Al centro di quel nulla
Nel mezzo di quel cielo lunare
Accerchiato da rose sbocciate,
Li capii, il tutto assoluto.
piano, solo lentamente,
Attraversando le landa ignote,
Scopriro' cosa mi attende...
E un dolce respiro
Nel cammino
mi accompagna.