mercoledì 8 maggio 2013

La libellula vola

La libellula scuoteva le ali illuminando la sua strada di polvere scintillante, verso la luce...
Umani che non vedono quello che hanno dinnanzi a loro e preferiscono perdersi dietro fantasie pittoresche dagli animi nobili, poveri stolti, per quanto siate diversi siete sempre fatti dello stesso io: siete uomini.
Un percorso di un viaggio privo di meta può portare nel perdersi in vie troppo oscure, troppo, troppo anche per chi ne conosce la fuga.
La libellula si fermava e osservava il sole calarsi all'orizzone, il suo viaggio era quasi terminato...
Coraggio, chi non ne ha non sfida nemmeno l'oltre, quel rosso ardore che pervade ogni spirito con una cadenza di passione.
Giunta la sera tutti si svestono dai loro pensieri e l'indomani ne rivestono le voglie e le virtù trascurando le piccole cose piene di rabbia.
La libellula cantava ove il suo suono veniva udito, un pianto grave, grave...
Se giunti alla meta di un nuovo giorno non si fa altro che ripetere l'oblio della vita passata, cosa ne sarà di ciò che resta nel domani davanti al nostro cammino di una strada ghiaiata male...?
La libellula si addormentava tra i pianti, cullandosi con le sue parole aspre e amare...
Siamo delle maschere false di odio e rancore che ci spingono a dare sentenze sbagliate sulle pelli degli altri.
Correte se potete da un infito, eterno, immenso, abisso di cascate crollate sul mondo degli occhi di un fanciullo nel futuro.
Il destino sa la strada.
La libellula col giorno resta addormentata, il sole giunge e le sue ceneri ne onorano il ricordo triste di una vita calata su un vasto cielo commiserativo.