giovedì 6 settembre 2012
Parole inappropriate in contesti sbagliati…
il "come va?"
Inizio col parlare di una cosa semplice e che sicuramente sarà capitata a tutti…: il "come stai?". Spesso questa frase viene usata in ambiti poco opportuni o da persone inappropriate.
Su molti social network si sente spesso la fatidica frase "ciao come va?" detta da perfetti estranei, senza nemmeno presentarsi e senza conoscere il destinatario del messaggio domandano lo stato emotivo di una persona.
E qui viene la predica. Sinceramente, cosa ve ne frega a voi di come sta quella persona?! Non la conoscete nemmeno… perchéè vi dovrebbe interessare se sta bene o male… e poi, secondo voi se una persona sta davvero male sta su un social network? ma se anche fosse, non conoscendovi, ve lo verrebbe a dire? Quindi vi consigli di risparmiare il solito ciao come va o di non chiederlo se davvero non vi interessa.
Tra amici il "come va?" è usato per lo più nei buchi: quando non si sa che dire per distogliere l'imbarazzo; anche qua quindi è usato in modo improprio. Per non parlare dell'imbarazzante cosa che succede quando siete di fretta e non badate alla frase… mai rispondere solo "bene" a un "come va?", bisogna sempre mettere anche il "e tu stai bene?" se no la persona si offende.
Ci sono tanti modi per evitare il "come va", sarebbe bello smettere di usarlo, il suo significato aumenterebbe di valore, perché finalmente quando lo sentirete dire o scrivere da qualcuno saprete che a questa persona importa davvero il vostro stato emotivo; quindi perché non cambiate un po' musica e usate altre frasi… Ad esempio se sei uno sconosciuto e vuoi conoscere una persona…. non dirgli "ciao come va" è inopportuno, e io francamente non risponderei, si può usare "ciao piacere di conoscerti" o semplicemente "ciao sono ***", io gradirei di più.
In cos di "Tappa buchi" si può raccontare qualcosa, come la vostra giornata, o semplicemente domandare come va con il lavoro o con la scuola che sono sempre cose interessanti da sapere.
il "ti amo"
Questa è tipica sopratutto del genere femminile. Chi non ha mai sentito la frase "ohhh amica mia ti amo, sei la mia vita".
Insomma, bisogna spiegare a questo branco di oche che queste parole non sono dei saluti da utilizzare al posto del buongiorno.
Il ti amo nella gioventù d'oggi ha preso il posto di una grande dimostrazione d'affetto tra amiche e amici, ma in realtà questa parola ha un significato profondo da non usare in maniera frivola e disinvolta.
Io non vado dal fruttivendolo dicendo: "oddio ti amo, mi hai dato mezzo kg di cipolle al posto di 450 gr, mi viene da piangere. ".
Più frequente invece è l'uso che prende al posto del mi piace: "salve, io amo le banane me ne può dare un cespo?".
Questo comportamento è già più naturale e ragionevole, capita nel gergo parlato ma anche in quello scritto di definire amore un piacere tanto grande, anche se è comunque sbagliato.
Il terzo caso dell'uso improprio di codesta parola è l'adorare; sia che si parli di un idolo, di un animale o di un programma tv.
Noi italiani abbiamo tanti modi per esprimere questa emozione, per ogni dosaggio c'è una parola diversa, sfruttiamola.
il "ti odio"
Ovviamente c'è anche l'estremismo dell'emozioni negative, gente che parla senza dar peso alle parole, o magari presa da rabbia esce la fatidica frase "io ti odio, non ti voglio più vedere".
Anche qua usata impropriamente, quante volte vi è capitato di insinuare di odiare una compagna di classe, un famigliare o addirittura un personaggio famoso?!
La compagna di classe è comprensibile, ma spesso vi sta solo antipatica. Nel caso del parente, è sicuramente capitato a tutti di litigare con la mamma o con il fratello, ma è pur sempre sangue del vostro sangue, è difficile che vi facciano un torto talmente tanto grande da provare odio nei loro confronti. Il personaggio famoso è inconcepibile, non lo conoscete, non potete provare un qualunque tipo di sentimento per una persona che non conoscete; ebbene si l'odio è un sentimento, negativo, ma sempre un emozione.
In questo caso l'odiare prende il posto di una forte antipatia, o di un rancore o in casi forse più rari d'invidia.
"troia"
Se dovessimo contare quante volte questa parola viene detta a una ragazza a caso, sia davanti, sia dietro le spalle, dovremmo chiamare Pitagora. Questa parola ha preso il posto di una qualunque offesa, l'ho addirittura sentita dire verso una persona di sesso maschile.
Ormai divenuto sinonimo di "stronza", "falsa", "prostituta", "doppiogiochista","bastarda","cogliona"…ecc.
Quindi ora non dovrete più preoccuparvi di trovare la giusta offesa per quell'individuo che vi ha fatto un torto, dategli della troia, di qualunque sesso sia, stai certo che vai sul sicuro.
Tralasciando l'ironia, nessuno ha colto il vero significato della parola troia, la usano tutti impropriamente e molti la paragonano a "bitch", quando in realtà significa stronza. Il vero sinonimo di "troia" in inglese è "slut" mentre per puttane si usa"whore".
La troia è ben diversa dalla prostituta, la seconda lo fa per soldi, la prima perché le piace e non chiede nulla in cambio.
Inoltre non per forza deve essere una stronza doppiogiochista, io lo vedo più come sinonimo di ninfomane a livelli meno esaltati: non è un reato la lussuria, è solo una "mania".
il "kawaii" e il "baka"
Queste fortunatamente sono meno comuni, poiché non tutti sono amanti del giappone, e pochi sanno qualche parolina in giapponese.
Usate delle tipiche bambinette, ma rivolto anche al sesso maschile: mettono in frasi italiane parole straniere; in questo caso il "kawaii" e il "baka". Letteralmente kawaii significa "cute", tenero, carino, coccoloso, ma il sinonimo più brillante è "puccioso". Baka invece sta a significare una persona stupida, ma in modo simpatico, in italiano il sinonimo più simile sarebbe "sciocca".
Queste inutili… *couf* volevo dire "simpatiche" persone mettono "kawaii" quando vedono cose carine: "oddio com'è kawaii quel vestito"; o quando vedono un ragazzo figo: "wooow com'è kawaii quel tipo!"…. ma non hanno la minima idea di quello che stanno dicendo.
Figo si dice "kakkoii", mentre per dire bello a un oggetto è più usuale usare "kirei"o "sugoi", anche adatto da solo come esclamazione: "che bello!".
L'uso di baka è semplicemente sconnesso nelle frasi di lingua italiana, è come se io vado in giappone e dico "hontoo dewa arimasen, stupido!" (non è vero, stupido!)…. è da perfetti deficienti.
Codesta gente inoltre si vanta spesso di sapere il giapponese, e quando gli viene chiesto di dire qualcosa, ti dicono le tipiche frasi che imparano anche i bambini di un anno, o parole a caso sconnesse con le frasi.
Se non sapete una cosa non vantatevi di saperla, e se volete farlo imparatela per bene.
Bye